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Ricetta delle crespelle calabresi

Sono nato in Calabria e per omaggiare la mia Terra oggi preparo le crespelle calabresi, dette i crispeddi chi lici, un piatto calabrese tipico del periodo natalizio, così come mia madre e le mie sorelle hanno sempre preparato. Per tradizione loro l’impasto lo facevano nel bavanu, la ciotola di terracotta smaltata e svasata tipica delle nostre zone, sbattendo la pastella con le mani senza l’utilizzo di attrezzi da cucina così come anche il procedimento per creare una crispedda.

Ricordo mia madre prendere l’impasto con le mani, avvolgerlo attorno ad un’acciuga e tuffarlo nell’olio bollente. Il profumo che si diffondeva per la cucina era inebriante e addentare la crespella appena cotta e asciugata dall’olio era un’esperienza paradisiaca

E’ un cibo povero, legato alle tradizioni che si prepara con ingredienti semplici ma che come tutta la cucina calabrese tradizionale richiede pazienza, metodo, passione e nessuna paura delle calorie! Tradizionalmente queste golosità si cucinano per le feste di fine anno. Quindi visto che Natale è alle porte, sarà proprio il caso di mettersi ai fornelli.

Ho voglia di fare provare tutte quelle sensazioni di quando ero bambino, abitavo in Calabria e festeggiavo il Natale al mare e voglio che Ori le provi ancora una volta assieme a me. So che lei ama le acciughe quindi non mi resta che darmi da fare

La mia ricetta delle crespelle calabresi

La ricetta che vi propongo è quella che ho sempre visto fare a casa mia. Al momento utilizzo una ciotola molto capiente e a pareti alte in acciaio perché il bavanu che avevamo la Ori lo ha fatto “sparire”. Le prepariamo spesso anche in altri momenti dell’anno, alla Ori piacciono tantissimo e il risultato è sempre ottimo. Ma sotto Natale quese prelibatezze hanno un altro “sapore” Quindi mettiamoci al lavoro.

Ingredienti

farina 500 gr

acqua 500 cc

lievito di birra 15 gr

sale

acciughe

olio per friggere

Procedimento

Mettere la farina nella ciotola e versare l’acqua con il lievito diluito e un pizzico di sale e lavorare il composto fino ad ottenere una pastella dalla consistenza piuttosto morbida e continuare sbattendola fino a quando sarà filante e ben arieggiata. Io sono una persona molto paziente quindi mi metto sotto e con una cadenza ben regolare riesco a fare la magia.

La pastella, infatti ha bisogno di incamerare molta aria per aumentare di volume e fare le caratteristiche bolle, così gonfierà bene in cottura.

Coprire con una canovaccio, lasciar lievitare per 2 o 3 ore e nel frattempo preparare le acciughe a pezzetti non troppo grossi.

Con un cucchiaio prelevare la pastella e inserire un pezzetto di acciuga, ricoprire bene e tuffare in abbondante olio bollente.

Appena dorate, estrarre i crispeddi e far asciugare un momento nella carta assorbente.

I miei consigli e segreti

I crispeddi vanno cotte e servite caldissime per gustarne al meglio la fragranza e il sapore.

Chi lici è la ricetta tradizionale ma alcuni fanno delle varianti con pomodori secchi, baccalà o altro in base alle zone e alle abitudini. Oppure semplici e vuote. E’ una questione di fantasia e gusto personale.

Conviene comunque “annaffiarle” sempre con un buon bicchiere di vino considerato che sono belle saporite.

Esiste ovviamente anche la versione tradizionale dolce: è sottointeso che non si metterà nulla dentro, ma si cospargeranno semplicemente di zucchero o miele sempre dopo la cottura. Volendo si possono passare un po’ nella Nutella o similari, ma anche in quest’ultimo caso parliamo di variazioni sul tema.

La tradizione genuina è quella che a noi interessa particolarmente quindi consigliamo quelle tradizionali.

I crispeddi sono gustosissime, una tira l’altra, quindi più se ne fanno e meglio è. Sono veramente squisite e molto golose sia salate che dolci. Buon Appetito!

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