IL MANDORLO IN FIORE TUTTA LA SEMPLICITA’ DI UNA PIANTA SIMBOLO DI VITA E SPERANZA

E anche quest’anno siamo arrivati a marzo. Tra uno scossone e l’altro stiamo uscendo da un inverno che pur facendo le bizze, come tutto il resto in questo periodo, ad essere sinceri non ci ha attanagliato più di tanto. Noi qui in Valle di Susa non abbiamo visto tanta neve. Così come non abbiamo sentito troppo freddo. E ad oggi, a metà mese, ancora non si capisce bene che tempo fa e che tempo farà.

La primavera e il periodo che la precede, sono in assoluto i momenti più celebrati culturalmente, ed acclamati per i significati profondi che racchiudono: rinascita, speranza, vita, fertilità, bellezza.

LA PRIMAVERA E I SUOI RISVEGLI

Non che siano grandi rivelazioni le mie. Tutti infatti sappiamo bene che in questo periodo di transizione mentre il clima impazza un po’, la natura si dà da fare per rinascere alla vita. E tutti conosciamo il proverbio principe che caratterizza marzo: “Marzo pazzerello vedi il sole e prendi l’ombrello”. Per ora noi la pioggia non l’abbiamo vista, ma l’alternanza di temperature alte e basse, sole e nuvole, nebbiolina mattutina e vento che tipicamente qui in Valle non si risparmia, continueranno ancora per un po’. Ieri mattina Gibi ed io di buon’ora abbiamo deciso di fare una bella passeggiata tra le montagne e le borgate sotto al Rocciamelone. Siamo partiti con un sole bellissimo ed un’arietta freschetta per ritrovarci alle 10 del mattino con 20°C in aumento, tanto che a pranzo abbiamo mangiato sul terrazzo. Stamattina invece, come preannunciato da un meteo oramai a portata di click, tra il vento le nuvole e la simpatica temperatura esterna di 9°C siamo ritornati indietro di un mese.

Ma bando alle ciance e alle ovvietà. Il senso di questa chiacchierata è quello di presentare uno dei re indiscussi di questo periodo, splendido esempio di adattamento alle avversità e che ama fare da contorno alla primavera in arrivo, al risveglio della natura, alle bizze meteorologiche di questo mese e che ho scoperto essere diffusissimo anche qui in Valle di Susa: sua maestà il mandorlo.

LA MIA CONFESSIONE GENUINA

Prima di proseguire devo per forza fare una doverosa premessa: non sapevo fosse così tanto presente anche qui vicino a casa nostra. Questa copiosa diffusione l’ho scoperta casualmente durante uno dei miei passati trekking, e quest’anno ho deciso di dedicargli tutto il rispetto e l’ammirazione che merita. Così durante la splendida passeggiata fiorita pre-primaverile, ho immortalato i mandorli nel massimo del loro splendore. Solo ora, mentre sto scrivendo, mi rendo conto di quanto in questo momento storico tale scelta abbia per me e la mia famiglia il significato genuino di ritrovare la speranza e attendere la rinascita e una nuova vita dopo gli eventi dell’ultimo anno.

IL MANDORLO E LA SUA ANIMA

La sua rinascita annuale è importante per la pianta in sé stessa e per il cerchio della vita che ne consegue, ma sta di fatto che dal punto di vista simbolico il mandorlo ha sempre rappresentato per gli uomini la speranza, la fedeltà, la sapienza.

Si parte dalla nota leggenda greca della principessa Fillide trasformata da Atena in un mandorlo a seguito della disperazione della giovane donna dopo la partenza del suo sposo Demofonte. Quando dopo tanto tempo lui ritornerà dalla sua amata, la vedrà trasformata e le sue lacrime faranno fiorire il mandorlo. Nella Bibbia viene citato in tantissime occasioni, come quando si racconta di Aronne e del suo bastone dal quale nacquero mandorle amare da un lato e dolci dall’altro con il consiglio per gli Israeliti di seguire Dio per poter avere mandorle dolci in abbondanza con le quali nutrirsi. Per i cristiani il simbolismo riporta a Gesù: come lui anche il mandorlo è il primo a risorgere e quindi segno di massima speranza. Senza dimenticare che nell’antichità la diffusione dei suoi frutti e le loro proprietà sono state decantate in ogni modo: cibo completo, curativo, rimedio contro l’ubriachezza, ingrediente principale per i filtri d’amore, potente afrodisiaco, componente sempre presente nella cucina medioevale. Per non parlare dell’arte con numerosi quadri di Van Gogh, nei quali il pittore ha divinamente dipinto i mandorli in fiore in tutto il loro significato di vita nuova, rinascita e bellezza.

Il mandorlo è il primo albero che dopo il freddo dell’inverno annuncia l’arrivo della bella stagione, è come un vigilante che osserva silenzioso la vita che sta rinascendo, sboccia quando siamo ancora intorpiditi dal riposo invernale e ci mostra quanto bella sia la vita regalandoci il suo meraviglioso fiore bianco e rosa: un inno alla vita. Ma nel frattempo ci consiglia di essere saggi e non prendere la vita alla leggera. I suoi fiori infatti escono quando l’aria è ancora fredda e sfioriscono velocemente, ricordandoci quanto bellezza e speranza siano delicate. Che monito per la vita.

CLICK: E LA FIORITURA DEI MANDORLI VALSUSINI E’ DOCUMENTATA

E’ con grande emozione che vi sto mostrando il mio modesto servizio fotografico ai mandorli valsusini, splendidi esempi di ritorno alla vita della natura dopo il riposo invernale.

La loro precoce e puntuale fioritura è simbolo di promessa per il futuro.

I loro fiori sono vita nuova e cibo per gli animali nel naturale cerchio della vita.

Questi meravigliosi fiori bianchi e rosa sono incantevoli, ci ricordano quanto la vita scorra in fretta; in poco più di una settimana cadranno.

Ma la loro breve durata non li spaventa, anzi li invoglia a dare il meglio di sé nel tempo che viene a loro concesso.

E nelle giornate ventose spargono i loro petali ovunque in una leggiadra nevicata primaverile.

Pensate quanti insegnamenti nei piccoli fiori di questi grandi alberi.

CONSIGLIO GENUINO

Da noi in Italia, la fioritura dei mandorli nella Valle dei Templi di Agrigento è occasione per i festeggiamenti di primavera ed è con la nota Sagra dei mandorli in fiore e con i suoi spettacoli, danze e rappresentazioni che si intrattengono i turisti egli abitanti. Stesso rituale anche in alcune regioni tedesche, dove le spettacolari fioriture dei mandorli annunciano la primavera e attirano turisti da tutto il mondo. E poi ancora il Festival dei fiori di mandorlo nei villaggi a sud del Marocco e così via in tanti luoghi della Terra, come l’India dove queste magnifiche fioriture diventano simbolo di speranza, vigilanza e vita nuova. Guardate quanti nuovi spunti di viaggio grazie ai mandorli e ai loro delicati fiori. Speriamo di poterli intraprendere presto.

E poi non dimentichiamo che il mandorlo generalmente ci dona le mandorle, ovviamente: sia amare che dolci con i due diversi tipi di olio che permettono di produrre, per il latte da bere e da usare per farci la granita, come pregiato ripieno dei confetti, come ingrediente praticamente ubiquitario in cucina.

Io non so se i mandorli che ho visto qui in montagna produrranno tanti frutti, ma lo voglio scoprire. Quindi cercherò di seguire le loro evoluzioni e proverò a documentarle nelle stagioni future.

Per curiosità inoltre, sono andata anche a cercarmi anche altri proverbi dedicati al mese di marzo, perché è un mese che trovo particolarmente interessante per la sua freschezza, schiettezza e capacità di farci ogni giorno una sorpresa. Ne ho trovati tantissimi ed ecco qui sotto quelli che mi sono sembrati più simpatici e calzanti:

Marzo cambia sette cappelli al giorno

Le api sagge in Marzo dormono ancora

Vento di Marzo non termina presto

Marzu, acqua e suli, carricari fa li muli

La luna marzolina fa nascer l’insalatina

Marzo non ha un di come l’altro

Neve marzolina dura dalla sera alla mattina

Marzo ventoso, frutteto maestoso

Lu friddu di marzu trasi dintra lu cornu di lu voi

Tanto bastasse la mala vicina quanto basta la neve marzolina

Marzo ha comprata la pelliccia a sua madre, e tre giorni dopo l’ha venduta

Insomma, se ce la fa il mandorlo a districarsi in questa confusione marzolina, ce la possiamo fare anche noi, imparando tanto dalla natura che ci circonda, rispettandola nei suoi tempi, nei suoi modi, e curandola come un bene preziosissimo.

Passeggiate tanto, nutritevi di natura e di curiosità. Ogni giorno è un giorno buono per imparare qualcosa di nuovo e per provare tante emozioni.

Text and images by Orietta Renaudo, march 2021

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