Viaggiatori Genuini

Slow Travel

Luoghi da assaporare con calma

Ostriche: pedalata alla Cité de l’Huitre nel bacino di Marennes-Oleron

Durante il nostro viaggio nella regione francese della Nuova Aquitania non ci siamo di certo persi la zona del bacino di Marennes-Oléron, situato nel dipartimento della Charente-Maritime. Questo bacino è conosciuto in tutta Europa in quanto vi si allevano ostriche di altissima qualità: a pochi passi dall’Oceano Atlantico.

Ostriche: il territorio

In questo territorio le ostriche vengono allevate direttamente in mare per poi essere trasferite nelle claires, pozze d’acqua dove si affinano fino a diventare particolarmente pregiate. Nel bacino vi sono 3000 ettari di territorio allevati ad ostriche da un migliaio di piccole aziende che oltre a vendere fuori zona, vendono anche al dettaglio proprio sul posto e in alcuni casi le servono anche ai clienti.

Se ci si reca nell’area dei bacini dove è praticata l’ostricoltura, si possono ammirare degli splendidi e pittoreschi scenari dove tutto riporta alla cultura e alle tecniche di questo antico mestiere. Sia i bacini di allevamento che le tradizioni sono intensamente preservati e garantiscono degli ottimi rendimenti grazie ad un lavoro sinergico tra gli ostricoltori, gli scienziati e lo stato.

Particolarmente suggestivo proprio, a Marennes, è il porto de La Cayenne. Il fascino di questo luogo è dato dall’ambiente naturale, dalle capanne e dalle barche degli ostricoltori situati su di esso. In questa zona è fantastico passeggiare a piedi o in bicicletta.

La nostra missione per quel giorno è stata proprio la ricerca di un posto dove poter degustare al meglio queste famigerate ostriche e, per quanto possibile, nel loro habitat.

La Città delle Ostriche

Lungo il canale, abbiamo scoperto un interessantissimo ed imperdibile spazio dedicato proprio alle ostriche e al loro allevamento: la Cité des Huitres. In questo fantastico luogo, abbiamo trovato un centro museografico, una fattoria di ostriche e un luogo dove mangiare molluschi a 360°C.

Arrivati al parcheggio più lontano situato a più di 2 km dal sito, abbiamo reperito le informazioni utili per la visita della Cité. Per raggiungere il complesso è possibile o farsi portare con il trenino specificatamente predisposto oppure noleggiare delle bici, il tutto compreso nel biglietto d’ingresso. Noi abbiamo optato per le biciclette, grazie alle quali siamo riusciti a pedalare in mezzo ai canali che circondano la zona.

Uno spettacolo magnifico tra capanni, piccoli bacini e sentieri immersi in un’ecosistema stupefacente. Tra i sentieri c’è anche quello chiamato Chemin des Claire dedicato alla scoperta dei segreti delle ostriche e dei bacini grazie a cartelli illustrati. Volendo si può arrivare in macchina fino al sito anche se i posti per parcheggiare sono pochissimi.

Le attività che si possono fare

La Cité è concepita proprio come un piccolo centro di pescatori, e grazie al taglio non solo scientifico ma anche pedagogico e ricreativo alla scoperta di questo mondo, la sua visita è adattissima anche ai bambini. All’ingresso si possono consultare le attività di animazione che si svolgeranno durante la giornata e trovare materiale divulgativo informativo e ludico.

Proseguendo ci si ritrova all’esterno su un pontile attorno al quale 4 coloratissime capanne tematiche intrattengono i visitatori con la storia dell’ostricoltura, la scienza e la ricerca, l’ecosistema della zona ed ovviamente il ristorante per un’ottima degustazione.

Tra le attività che i bambini possono svolgere durante la visita c’è ad esempio la possibilità di dar da mangiare alle orate, giocare a salvare le ostriche dalle stelle marine, dipingere le conchiglie, pescare. Per i bambini un po’ più grandi e per gli adulti invece si può partecipare ad un’incredibile iniziazione: la tecnica per la corretta apertura delle ostriche.

Ma il momento più interessante è stata la visita all’allevamento delle ostriche, durante la quale siamo stati accompagnati nelle zone preposte a tale funzione da un’esperta che ci ha spiegato nei minimi dettagli in che cosa consiste il mestiere dell’ostricoltore e come si procede in questa attività, dall’inizio del lavoro fino a quando questi buonissimi molluschi sono pronti per essere degustati al meglio.

Il pranzo delizioso

Dopo aver partecipato alla visita, alle attività e all’iniziazione, abbiamo finalmente potuto sistemarci sul pontile nella zona del ristorante e, con un’eccezionale vista sul canale e le pozze di affinamento, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo finale: il pranzo di ostriche e altri frutti di mare. Devo proprio dire che ne è valsa la pena: piatti abbondanti e deliziosi ma soprattutto freschi e genuini come li cerchiamo sempre noi. E un po’ più in là l’oceano Atlantico.

Un’esperienza per tutta la famiglia

Sono sincera se vi dico che questo luogo lo abbiamo scoperto casualmente, come spesso ci capita. L’interessante giornata alla Cité des Huitres ci ha fatto scoprire questo mondo in una forma alternativa al solito ma molto gradevole.

Passare una giornata qui è senz’altro un’idea perfetta non solo per gli adulti ma anche per tutta la famiglia: in modo divertente ma istruttivo si entra nell’ambiente dell’ostricoltura in prima persona. I bambini si divertono un sacco a risolve enigmi, fare puzzle, guardare video, cercare i pesci e i crostacei. Inoltre gli spazi ambientali della zona sono così grandi e disseminati che si possono fare km e km in bici o a piedi in mezzo a questo fantastico ecosistema, pedalando tutti assieme.

Gli amanti dei sapori del mare potranno deliziare il loro palato così intensamente da portarsi a casa un ricordo vivissimo dell’esperienza. E pure una confezione di ostriche fresche che comunque abbiamo scoperto si conservano benissimo: da acquistare lungo il canale, dove gli ostricoltori fanno bella mostra del frutto del loro lavoro che si arricchisce con la presenza anche di granchi vongole, altri crostacei e prodotti tipici della zona.

Non dimenticate macchina fotografica e binocolo in quanto oltre alle paludi, ai canali e ai crostacei, ci sono anche altri animali da vedere e tutta la zona circostante. Consigliatissimi occhiali da sole, cappellini e solari in estate, considerato che non c’è ombra ma il sole cocente sì, e pure un alto tasso di umidità.

Anche se solitamente il centro è aperto da aprile a novembre, prima di una visita è sempre meglio accertarsi che non ci siano variazioni in corso. Male che vada il giro del territorio lo si può comunque sempre fare.

Se ti capiterà di provare questa splendida esperienza, fammi sapere cosa ne pensi. Noi l’abbiamo trovata fantastica. E dovevi vedere i bambini come si divertivano.

Nel frattempo ti lascio il link diretto:

La cité de l’Huitre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividiamo informazioni, esperienze e idee slow con chi desidera ritrovare il piacere di vivere e viaggiare in modo semplice, profondo e consapevole.

Slow Letter

Slow Letter è la newsletter per cuori affini che hanno deciso di ritrovare il piacere di vivere e viaggiare con consapevolezza e in profondità. Su Slow Letter troverai la bussola che ti aiuterà a semplificare la vita, rallentarla e intraprendere la strada che più sentirai tua.

Ultime pubblicazioni