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Capodanno nella casa walser in Piemonte

Se si ha voglia di sperimentare un qualcosa di nuovo rispetto alla solita esperienza di soggiorno in un borgo montano, completamente fuori dalla confusione e dai soliti cliché, allora devi pensare a una soluzione diversa. Qualcosa che spiazzi veramente ogni tua aspettativa. Andiamo a Rimella e soggiorniamo in una casa walser piemontese

Capodanno nella casa walser in Piemonte

Questo è quello che abbiamo fatto l’anno scorso, ovvero a Capodanno 19/20, ma che tranquillamente si può fare in qualunque stagione: anche se quella invernale è la migliore.

Ero alla ricerca di un’esperienza genuina, nella natura, tranquilla, anzi…quasi solitaria!  Quindi perché non cercare nella mia regione un posto singolare, caratteristico e che con la sua unicità mi avrebbe potuto permettere di finire l’anno come fossi stata indietro nel tempo?

Basta con il solito soggiorno

E gira e rigira ecco che nella mia testolina si è materializzato il ricordo di un certo territorio del Piemonte, la Valsesia, zona nella quale è ancora fortemente sentita l’influenza dell’antica cultura dei Walser. Forse non proprio tutti sanno che le popolazioni Walser, provenienti da aree della Sassonia, hanno abitato per secoli alcune valli alpine del Piemonte.

Oltre che essere di stampo prettamente montano, erano fortemente legate alla natura e alle tradizioni. Queste popolazioni sono vissute a lungo nell’isolamento quasi totale delle montagne conducendo una vita difficilissima e creandosi un mondo di tradizioni, così come anche una lingua, proprie. Ancora oggi in questa valle l’eredità culturale antica, seppur mutata nel tempo, viene gelosamente preservata.

Storia

Man mano che con Luca ci informavamo sui Walser, sulla loro storia, sulle loro tradizioni e le case di legno nelle quali vivevano in un tutt’uno con stalla, fienile, cantina e laboratori, il desiderio di osservare da vicino parte di ciò che è ancora vivo della loro antica tradizione, si faceva sempre più intenso e cresceva in me la voglia di  provare a vivere in quella dimensione o per lo meno avvicinarmi il più possibile.

Ovviamente non ero intenzionata a fermarmi solo a visitare i vari musei a cielo aperto della zona, peraltro bellissimi ed interessantissimi e dei quali avevo reperito informazioni, ma cercavo proprio la possibilità di vivere un momento particolare della mia vacanza.

A questo punto il mio obiettivo era diventato: riuscire a dormire e vivere qualche giorno in una casa Walser!

La casa walser di Rimella

Ed è così che la mia perseveranza è stata premiata. Mi sono imbattuta in un interessante progetto. Proseguendo oltre Varallo Sesia, lungo la Val Mastallone, c’è Rimella la più antica colonia Walser. Proprio qui è avvenuta la ristrutturazione di una casa Walser del 1600, nella quale è stato mantenuto tutto il più intatto possibile…e in questo caso…tantissimo!

E gioia delle gioie, è stata trasformata in una struttura per accogliere turisti e chiunque abbia desiderio e necessità di vivere nella natura a contatto con le tradizioni antiche.

Le caratteristiche per i turisti

La ristrutturazione della casa è durata qualche anno. In questo tempo il maniacale lavoro di specialisti “alla vecchia maniera”, una grande passione e non poca fatica, hanno riportato in vita la vecchia casa mantenendone le caratteristiche del tempo passato.

Gli interni sono stati arredati con un gusto incredibile, sono super confortevoli, prestigiosi ma mai eccessivi. Sono dotate di tutto per vivere in autonomia…E hanno anche qualche confort in più come l’idromassaggio o il bagno turco! Quando arrivi a Rimella parcheggi l’auto e poi a piedi ti arrampichi su per la borgata, nel nostro caso con la neve, e trovi l’immensa casa ad attenderti.

Full immersion nella natura

Rimella si trova in una valle laterale della Valsesia. Offre degli splendidi scorci sugli alpeggi e sulle pendici create nel tempo dall’erosione dei ghiacciai e ci regala i profumi e i colori di una vita ancora legata alla cultura Walser che l’ha caratterizzata nei secoli. Abbiamo passato in questi luoghi fuori dal mondo e dal tempo quattro bellissime giornate.

La zona è assolutamente immersa nella natura, lontana dai posti più commerciali e più turistici della Valsesia centrale. Nel periodo invernale devi fare tantissimi chilometri per acquistare qualche cosa, anche solo da mangiare, e c’è la neve! Negli ultimi anni non così tanta, ma sicuramente ce n’è. Abbiamo camminato tantissimo, cosa che tra l’altro ci ha fatto anche molto bene, e respirato a pieni polmoni un’aria buonissima.

E per fortuna il sole ci ha sempre tenuto compagnia. Ci sono sentieri per tutti i gusti e tutte le capacità, si incontrano tracce di ogni tipo di animale selvatico e pochissima gente che si sposta. La maggior parte sono turisti o visitatori come noi.

Full immersion nella storia

E cammina cammina siamo arrivati anche nell’ultimo comune di questa vallata piemontese, lo splendido borgo di San Gottardo. Il borgo è collegato con la strada carrozzabile, e quindi visitabile, solo grazie ai vecchi sentieri di pietra realizzati dalle antiche comunità Walser e recuperati da pochi anni grazie anche al FAI.

Qui vive una manciata di persone, nell’isolamento di una valle spettacolare. Ogni casa è diversa dall’altra ma allo stesso tempo tutte si assomigliano. I residenti si danno una mano uno con l’altro in un ordine di cose assolutamente naturale, e se ti vedono ti salutano con amicizia e magari ti dicono “stai attenta che in questa stagione con la neve gelata si scivola, passa dall’altro sentiero che è più al sole”, come ha fatto un signore con me.

Il borgo

Il borgo è un saliscendi di scalinate, sentieri, terrazzamenti e prati che sembrano usciti direttamente dai libri di storia, senza che si incontri un minimo di strada asfaltata percorribile.

Da qui partono molti sentieri di camminata praticabili sia in estate che in inverno con l’idonea attrezzatura. Dovunque giri lo sguardo, il “sapore” Walser ti avvolge, e ti senti quasi intimorito a disturbare questi angoli che sono lì da secoli.

E ovunque rimangono tracce di una vita difficilissima.

Il capodanno a Rimella

E così tra una camminata salutare e una lezione di vita montana, abbiamo festeggiato il capodanno con i pochi ospiti e i gestori della Walserhouse. L’atmosfera è stata bellissima, calda e accogliente. Fuori c’erano solo la neve, la borgata solitaria e un cielo trapuntato di stelle.

Abbiamo mangiato benissimo, tutto molto ben cucinato e ben curato. Eravamo tutti talmente tranquilli che ci siamo accorti dell’arrivo della mezzanotte solo per caso, quando un cellulare ha squillato per gli auguri di rito!

Al termine della serata Gibi ed io ci siamo fermati fuori a godere ogni istante di quell’aria così inusuale e magica, abbiamo guardato le stelle e con la neve intonsa e pulitissima ci siamo fatti una granita al limone casalinga! E’ stato un po’ come rivivere nel tempo passato.

Emozioni

Chi ha voglia di provare una bella esperienza, slow, senza ansia e agli antipodi dalla frenesia e dalla vita normale, recarsi in posti come questo è esattamente il più bel regalo che si possa fare. Io non nego di aver fatto anche una quantità spaziale di fotografie…ogni dettaglio me lo sono portato a casa sulla Canon.

Ma quello che mi è rimasto nel cuore e negli occhi è molto più di un album fotografico. E’ il senso della vita, è l’amore per la natura, è il senso di appartenenza, è un pezzo della nostra storia. Io lo consiglio: sono sicura che poi non se ne potrà più fare a meno!

Ci dovrò tornare in un’altra stagione. Te lo consiglio perché qui ogni stagione ci regala un’esperienza sempre diversa ma così vicina alla natura da ritemprare ogni spirito. Se sei interessato a provare la casa walser ti lascio il link: Walser House .

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