REYKJAVIK: COSA VEDERE IN 1 GIORNO IN INVERNO

REYKJAVIK

Reykjavik è la capitale islandese. Questa città forgiata dagli elementi naturali ed energetici che la circondano, è una capitale cosmopolita. Quando ci si reca qui, non si può fare a meno di notare i forti contrasti che la contraddistinguono.

Tutto a Reykjavik è tradizione popolare islandese ma simmetricamente amalgamato con influenze internazionali, tanto da risultare unico nel suo genere. Qui si è immersi nella natura più incontaminata ed imponente ma allo stesso tempo ci si trova in una città moderna come non mai. Se da un lato persistono le classiche abitazioni basse, essenziali e con i bellissimi tetti colorati, dall’altro si possono ammirare futuristici edifici costruiti in ferro e vetro che rappresentano l’essenza ultramoderna della capitale. Accanto a strade piccole tra la natura e la terra vulcanica ecco spuntare grosse arterie ben percorribili e super trafficate anche con la neve che dura mesi e mesi.

Ordinata, eclettica e ben regolata, Reykjavik offre la possibilità di fare shopping per le sue vie, visitare gallerie d’arte e musei, gustare le prelibatezze del luogo e trascorrere weekend nei locali notturni. Pare infatti che qui ci sia una vita notturna vivacissima in qualunque stagione dell’anno e a qualunque temperatura.

A 45 km si trova l’aeroporto Keflavik, l’unico internazionale e sede della compagnia di volo di stato Icelandair. La capitale è il punto di partenza per visitare tutta l’isola. I principali tour partono da qui, anche quelli intrapresi in autonomia.

La città è localizzata nella zona sud ovest dell’Islanda e si affaccia sull’Oceano Atlantico. Essendo molto vicina al Circolo Polare Artico, in estate le ore di luce sono 22, per ridursi a 4 in inverno. Il clima non è particolarmente freddo grazie alla Corrente del Golfo ed in inverno le temperature scendono fino a 15 gradi sotto zero.

Avendo passato solo 24 ore nella capitale, le cose che siamo riusciti a fare sono state poche, ma sufficienti per cogliere la sua essenza e per riprometterci di ritornare.

Il primo approccio con la città lo abbiamo avuto recandoci alla Blue Lagoon, la famosa piscina geotermale, nella quale ci siamo immersi nell’energia pura della forza geotermica dell’isola. I residenti amano moltissimo frequentare le varie sorgenti termali dell’isola. Il rilassamento per noi è stato garantito, ad esclusione che per Luca, il quale ha sviluppato una reazione anomala o all’acqua termale o ai fanghi che distribuiscono all’interno della piscina per il viso, che lo ha costretto ad uscire velocemente poiché stava gonfiando in viso. Da tenere a mente per i soggetti ipersensibili o per i soggetti con allergie particolari.

Dapprima un bel giro per il centro dove abbiamo visto negozi bellissimi dove acquistare oggetti molto particolari, opere d’arte e specialità gastronomiche fantastiche. Tra queste vi consiglio lo skyr, un formaggio che sembra yogurt da mangiare nature oppure con frutti rossi, latte e panna sempre presente sulle tavole islandesi, acquistabile tranquillamente al supermercato.

Essendo gennaio, abbiamo visto tutto al buio dell’inverno islandese, ma questo non ci ha impedito di ammirare le stupende case in legno coi tetti colorati e d’effetto. Altri punti di interesse sono il parlamento islandese, la Domkirkjan luterana e la bellissima e fotografatissima Allgrimskrkja che risponde a canoni estetici e religiosi un po’ diversi da quelli a cui siamo abituati noi. Non ci sono al suo interno opere antiche di particolar pregio. E’ costituita nel secolo scorso tra il 1945 e il 1983 con blocchi in basalto, per omaggiare il poeta Petursson nel secolo scorso tra il 45′ e l’83. E’ l’edificio più visitato e conosciuto della città, poiché posizionato nel suo centro e visibile un po’ da tutte le parti. Si può salire sul suo campanile ed ammirare la città in toto. Noi l’abbiamo vista solo esternamente di sera, per poi salire sul campanile al mattino successivo. Gli islandesi la amano moltissimo, e la sua costruzione, il materiale che la compone e lo stile ripresto dalla natura circostante, permettono loro di sentirsi in sintonia perfetta con la potenza di questa magica terra.

Abbiamo anche fatto una passeggiata verso il porto dal quale abbiamo ammirato il nero mare invernale che ne lambisce le coste.

Triste da dire, ma essendo arrivati il pomeriggio tardi, non siamo riusciti a cenare in un posto tradizionale. Io averi voluto mangiare ancora una volta la Kjotsupa, la deliziosa zuppa di verdure, spezie, rutabaga e agnello già provata qualche giorno prima a Vik o qualche buon piatto di pesce ma i loro orari di chiusura non ci hanno lasciato tregua. Ci siamo accontentati di un’improbabile pizza della catena Domino’s e di un hot dog acquistato in un’area di servizio. Tralasciando la pizza che, seppur ricca e superfarcita, non è particolarmente degna di nota, l’hot dog islandese che si chiama pylsa, è un delizioso e morbido panino che si può farcire con cipolla fritta, senape dolce o ketchup. La sua unicità è data però proprio dalla carne che compone il lungo salsicciotto, ovvero manzo, maiale e montone ben miscelati e gustosi. Inoltre costa poco rispetto al resto del cibo islandese, quindi perfetto in ogni situazione.

CONSIGLIO GENUINO

Torneremo sicuramente in un secondo momento, probabilmente in un’altra stagione per poter godere di altri tipi di esperienze legate alle stagioni di piena luce. E per mangiare il pylsa dai piccoli chioschi tradizionali come il famoso BaejarinsBeztu che pare essere particolarmente specializzato.

Nel frattempo per tutte le informazioni: visitReykjavik.is

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Text by Orietta Renaudo, gen 2021

Images by Orietta Renaudo Luca Massola Antonio Gibilisco, gen 2021

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